La storia

1923

Galliano Vannozzi nacque a S. Giuliano Terme (PI) il 23 Maggio 1896. Nel 1910 emigrò a New York dove rimase 11 anni presso la famiglia di uno zio. In quel periodo fece molti mestieri tra i quali carpentiere, operaio meccanico, cameriere, barista, ecc. Nel 1921 tornò in Italia con l’intenzione di fermarsi il tempo necessario per sposarsi e poi ripartire, ma problemi di ordine burocratico lo trattennero a lungo in patria dove finì per restare. Si fidanzò e poi sposò Amalia e nel 1923 si trasferì a Viareggio, dove, con i soldi faticosamente risparmiati in America, affittò un fondo sulla passeggiata e vi aprì un bar-tabacchi al quale dette il suo nome di battesimo.

1932

Nel 1932 acquistò una concessione vicina, di fronte all’hotel Excelsior dove, in forza del Piano Regolatore dell’epoca, costruì lo stabile attuale sede del bar “Galliano” Gli inizi dell’attività furono, come tutti gli inizi, piuttosto duri. La forza di carattere e la tenacia aiutarono Galliano a superare questo periodo e ad imporsi alle avversità che gli vennero non solo dal lavoro, ma anche da altre parti. Infatti a causa del suo carattere schietto, forgiato in America, dovette lottare anche contro alcuni personaggi che, nel 1932, lo osteggiarono durante la costruzione dello stabile attuale. Era un uomo che non si interessava di politica e chiedeva solamente di essere lasciato in pace a fare il proprio lavoro. Evidentemente in quegli anni non era facile nemmeno farsi gli affari propri!

Anni '40

Finita la guerra e rientrato dallo “sfollamento” Galliano ricominciò a lavorare nel suo locale, aiutato dalla moglie Amalia e dai figli Enzo, Virginia e Franca mentre l’Italia tutta stava rimettendosi in moto. La gioia di una libertà riacquistata, di un nuovo inizio, di una nuova era di benessere e di abbondanza pervasero l’Italia di quei tempi e la famiglia Vannozzi vide accrescere il suo nucleo con l’arrivo di Licia, futura moglie di Enzo. In quel tempo Galliano fu pian piano sostituito nelle responsabilità gestionali dal figlio Enzo che, dopo il diploma di Perito Aereonautico conseguito a Pisa nel 1943, rientrò nell’azienda paterna junior iniziando a tempo pieno la sua carriera di commerciante e gelatiere. Alla fine degli anni 40 mentre le figlie, sposandosi, si distaccarono dall’azienda, Enzo sposò Licia, che entrò a lavorare nel bar a fianco del marito. Dall’unione nacquero tre figli, Roberto, Ornella e Galliano. Iniziavano gli anni cinquanta ed il progresso piombò sulla città e sulla passeggiata di Viareggio.

Anni '50

Le novità venute dall’estero, dopo quasi cinque lustri di isolamento, irruppero nell’organizzazione del lavoro e crearono problemi con l’amministrazione della città la quale, come spesso avviene in questi casi, non riuscì a mettersi al passo con le nuove esigenze del pubblico e della moda di fare vacanza al mare. L’esempio più eclatante di questo stato di cose si ebbe con le verande sulla passeggiata,la prima delle quali fu costruita da Galliano nel 1952 e creò un putiferio incredibile. Fu detto che intralciava la libera circolazione, che sembrava una gabbia per polli, una serra per fiori, ecc. La tracotanza del potere (un permesso dato verbalmente e poi vergognosamente negato) unita alla cecità di chi doveva amministrare una città turistica che anelava ad essere in linea con le nuove esigenze dei villeggianti, fecero si che la veranda del bar “Galliano” diventasse un caso politico e l’Amministrazione Comunale ne deliberò la demolizione, eseguita dagli operai del comune nel dicembre dello stesso anno. E dire che Galliano aveva visto quel tipo di costruzioni proprio sulla Costa Azzurra, a Nizza, a quell’epoca modello di zona turistica alla quale si ispirava la Versilia.

Anni '60

Si avvicinavano i favolosi anni 60 e la Versilia stava per essere lanciata nell’Olimpo delle località turistiche internazionali. Nel 1963 Enzo, ormai diventato vela maestra della barca “Galliano”, progettò la ristrutturazione del bar che nel 1964 venne completamente rifatto con trasformazioni murarie ed arredi nuovi. I lavori vennero ultimati ed il locale fu inaugurato nel marzo del 1964. Eravamo nel pieno della Versilia anni ruggenti. Furono momenti di grande notorietà per Viareggio e la Versilia e la fama dei suoi locali travalicò i confini regionali ed in qualche caso anche nazionali. Moltissime personalità del mondo dello spettacolo fecero tappa in Versilia e Galliano fu una delle loro mete preferite. Fu un periodo pieno di fermento, di idee, di lavoro, di sviluppo. Quello slancio di ripresa uscito dalla seconda guerra mondiale raggiunse il culmine verso la metà degli anni 60 per poi iniziare a declinare verso la fine del decennio.

Anni '70

Le carenze nella politica turistica, la mancanza di infrastrutture, la necessità di valide alternative al mare cominciarono a segnare l’inizio della decadenza turistica di Viareggio Cominciò a cambiare il profilo del turista medio: si accorciò sempre di più il periodo di permanenza ed aumentarono i turisti pendolari che con l’auto rientravano a casa la sera per ripartire la mattina seguente alla conquista di un posto al mare. Viareggio turisticamente era molto in voga, ma già apparivano le prime avvisaglie della mancanza di una vocazione turistica prioritaria, che mettesse cioè il turismo e le risorse necessarie per tutelarlo al primo posto nell’agenda degli amministratori. Di ciò, fino ad allora, non se ne era sentita la mancanza, ma con la progressiva diminuzione delle presenze il problema assunse importanza sempre maggiore. A metà degli anni 70, dopo aver conseguito il diploma, Roberto e Galliano rimasero a fianco del padre per gestire il locale mentre la figlia Ornella si sposò e si distaccò dall’azienda paterna. Nel 1977 la famiglia Vannozzi decise di aprire una succursale a Marina di Pietrasanta, un piccolo locale denominato “Gelateria Galliano” dove si vendeva solo gelato. Roberto e Galliano organizzarono la gestione ed il rifornimento del locale, validamente aiutati dalle mogli Deanna ed Alessandra.

Anni '80

Fu in quegli gli anni che Roberto e Galliano (terza generazione della famiglia) cominciarono ad entrare nella conduzione dell’azienda e nel 1981, con l’aiuto ed il consiglio del padre Enzo, guidarono l’azienda verso un passo di grande importanza e di adeguamento ai tempi che stavano cambiando: l’apertura di un reparto di ristorazione. I tempi, come si è detto prima, stavano rapidamente cambiando e nel pubblico stava crescendo l’esigenza di trovare, nei posti di villeggiatura, servizi di ristorazione che avessero al tempo stesso alcune caratteristiche basilari: igiene, qualità, rapidità di servizio e prezzo. La risposta a queste esigenze fu il “Galliano-burger”, un reparto di ristorazione rapida impostato come un fast-food per quanto riguarda i tempi di servizio, ma “all’italiana” per quanto riguarda il cibo servito. Il turista degli anni ottanta non voleva più stare per ore seduto ad un tavolo per consumare un pranzo; un hamburger, una focaccia farcita o un’insalata nizzarda era quanto chiedeva per fare un pasto leggero e potersi poi godere appieno la giornata al mare. Anche il vecchio fondatore, il nonno Galliano, capì ed approvò la scelta del figlio e dei nipoti e la potè apprezzare per alcuni anni prima di lasciare, ormai novantenne, i suoi cari, nel 1985.

Anni '90

Gli anni novanta iniziarono con una nuova ristrutturazione del locale che cambiò look ma non strutture murarie essendo ancora ottimale la disposizione degli spazi che Enzo progettò nel 1963. L’impiego del cartongesso rimodellò soffitti e curvature interne e la nuova illuminazione trasformò l’ambiente. Fu completamente ristrutturato anche il laboratorio di gelateria, con l’impiego dei materiali più idonei all’uso corretto di questa struttura: acciaio, marmo e vetro. Durante gli anni novanta l’incalzare di nuove leggi, soprattutto di matrice europea, dettero il via a continui miglioramenti del locale e delle sue pertinenze fino ad arrivare agli ultimi lavori eseguiti tra il dicembre 1999 e il gennaio 2000 per completare l’ adeguamento alle più recenti normative europee e nazionali in vigore, unitamente a un ulteriore intervento dell’architetto che ha reso il locale più luminoso ed accogliente. Nel frattempo, nel 1993, ci lasciò anche nonna Amalia, dopo 70 anni trascorsi nel locale che aveva contribuito a costruire e a crescere tramandandolo ai suoi cari. Venuti a mancare i suoi fondatori, l’azienda “Galliano” ha comunque, continuato ad andare avanti e la famiglia Vannozzi a crescere. Messa su da Galliano ed Amalia, proseguita da Enzo e Licia, continuata da Roberto e Galliano con le mogli Deanna e Alessandra e i figli Barbara, Elisabetta, Edoardo, Francesco e Leonardo (la quarta generazione), la famiglia è ora formata da 14 persone compresi la sorella Ornella, rientrata in famiglia da alcuni anni, e suo figlio Andrea. Attualmente Roberto e Galliano mandano avanti l’azienda mentre il padre, che negli anni è diventato Maestro Gelatiere di fama internazionale, vincitore di due premi “Oscar dei Gelatieri Artigiani” e vanta un lungo curriculum di corsi di formazione e aggiornamento tenuti in Italia e all’estero, si dedica a fare il gelato e tutte le preparazioni ad esso inerenti, coadiuvato dalla figlia Ornella. Enzo Vannozzi presiede, inoltre, l’Accademia della Gelateria Italiana, organismo di altissimo livello nel campo della gelateria artigianale della quale è socio fondatore e Presidente dal 1996.

Anni 2000

La scomparsa quasi contemporanea di Enzo e Licia (23 gennaio e 16 febbraio 2005) hanno recato un brutto colpo alla famiglia Vannozzi, che ha impiegato molto tempo per assorbirlo e riempire il vuoto, affettivo e lavorativo, che si era venuto a creare. Per fortuna gli insegnamenti tramandati negli anni da Enzo sono serviti ai figli Roberto, Galliano ed Ornella per andare avanti nel solco della tradizione, ed hanno permesso loro di impostare una produzione ricca di nuove idee, di nuovi tipi di gelato e di preparazioni particolari e golose nel campo del “dolce freddo”. In pasticceria poi, la dedizione e la bravura della moglie di Roberto, Deanna, hanno permesso di allargare e migliorare l’offerta. Partendo dalle ricette di Enzo, Deanna ha potenziato questo reparto producendo con sue ricette nuovi tipi di paste, di mignon, di salati e di dolci. La clientela ha risposto molto positivamente a questa situazione affollando il bar Galliano a tutte le ore del giorno per un caffè con un pasticcino od un budino di riso o di semolino. L’impegno della famiglia Vannozzi per mantenere lo storico locale ai massimi livelli è stato premiato dalla “Guida del Gambero Rosso” che ha inserito il Bar Galliano fra i migliori bar d’Italia fin dal 2005 elogiando le sue produzioni di gelateria, di pasticceria, di ristorazione ed il livello di eccellenza di prodotti e servizi. In particolare il budino di riso del bar Galliano viene, da anni, classificato come “il miglior budino di riso della costa toscana”